Nel mondo dell’alimentazione consapevole, il termine “biologico” è diventato un simbolo potente. Ma oggi più che mai, è necessario distinguere tra ciò che è veramente biologico e ciò che è solo vestito da bio.
Il primo passo: il registro ufficiale del SIAN
Il punto di partenza è semplice e fondamentale: verificare se il produttore è presente nel database pubblico del SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale), accessibile a tutti al link
www.sian.it/aBiologicoPubb/start.do
Questo registro raccoglie gli operatori che hanno notificato attività biologiche secondo il Regolamento CE n. 889/08. Per ogni operatore puoi consultare:
Il Documento Giustificativo che attesta l’attività biologica
L’Attestato di Conformità rilasciato da un Organismo di Controllo autorizzato
La cronologia storica della presenza nel registro
Se un produttore non compare nel database, non può "spacciare" prodotti come “biologici” secondo la normativa vigen
Oltre alla verifica sul SIAN, ci sono altri segnali utili al prodotto veramente biologico:
Etichettatura chiara:
deve riportare il logo europeo del biologico, il codice dell’organismo di controllo e l’origine delle materie prime
Trasparenza nella filiera:
il produttore fornisce informazioni dettagliate su coltivazione, trasformazione e certificazione
Presenza di certificazioni valide:
come QCertificazioni, ICEA, CCPB, Suolo e Salute, Bioagricert, etc.
Tracciabilità:
ogni passaggio è documentato e verificabile
Attenzione al marketing “bio-fuorviante”
Nel panorama alimentare, non mancano operatori che usano il termine “bio” come leva commerciale, senza avere alcuna certificazione. Alcuni esempi di diciture ingannevoli:
- “.....forno,,,,, Bio…”
- “....la ....... del BIO”
- “.... Organic ...... Bakery”
- “.....naturalmente ,,,,,,,,,,BIO”
- “... prodotti ...... biologici” (senza alcuna prova)
Se queste realtà non compaiono nel database del SIAN, è lecito dubitare della loro autenticità. Il rischio è che il termine “bio” venga usato come ornamento linguistico, svuotato di valore e di garanzie.

